susy gambardella

Susy Gambardella a 8 Channel

Lunedì 7 e mercoledì 9 giugno 2021, il responsabile finanziario Bioplast Susy Gambardella parteciperà ad un’intervista su 8 Channel (canale 13 del digitale terrestre) alle ore 13.30

 

Come nasce la responsabilità sociale della famiglia Gambardella e della Bioplast?
Siamo un’azienda ed una famiglia che amano profondamente la nostra terra. Fin dalla fondazione mio padre Gerardo è stato sempre attento a sviluppare un solido legame con il territorio ritenendo che tutti debbano dare un contributo alla crescita economica ed al miglioramento delle condizioni e dei servizi sociali
Perchè  aiutare il Reparto di Neonatologia dell’Ospedale Umberto I di Nocera?
Siamo rimasti profondamente colpiti dallo straordinario  che il primario Ignazio Franzese e tutto il suo staff compiono ogni giorno al servizio dei nostri bambini e delle nostre famiglie. Il reparto è un’eccellenza per trattamenti medici e per umanità nel rapporto con i piccoli pazienti ed i loro familiari. E’ stato bellissimo dare il nostro contributo per migliorare ulteriormente le prestazioni offerte: prevenzione, diagnosi, cura delle malattie. Aiutare i bambini a crescere bene oggi, migliorerà domani la vita della nostra comunità.
In che modo l’impegno solidale è coerente anche con la vostra mission aziendale?
Bioplast è un’azienda leader nella produzione di imballaggi e packaging. Siamo molto attenti alla selezione dei materiali, all’organizzazione sicura della lavorazione, alla ricerca, alla sostenibilità ambientale dei prodotti. Uno dei nostri slogan preferiti  è “Proteggiamo ciò che ami”. E cosa c’è di più importante che proteggere la vita nascente in ospedale e l’ambiente che custodiamo per le nuove generazioni? Siamo felici ed orgogliosi di costruire insieme un pezzo di futuro migliorare per la nostra terra e la nostra gente

Bioplast dona una sonda neonatale al Policlinico Umberto I di Nocera

L’azienda della famiglia Gambardella ha consegnato una sonda che consentirà di svolgere esami ecografici non invasivi sui piccoli pazienti della Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Umberto I di Nocera Inferiore.

Il reparto Terapia Intensiva Neonatale (TIN) del Policlinico Umberto I di Nocera Inferiore si arricchisce di un nuovo importante strumento diagnostico. L’azienda Bioplast della famiglia Gambardella ha infatti donato al nosocomio nocerino una sonda ecografica esterna per neonati. Questo strumento consente di svolgere esami diagnostici non invasivi sui neonati e sui bambini nati prematuramente. In particolare, la sonda donata dai Gambardella è efficace per la diagnosi precoce di malattie e disturbi che possono colpire il cuore, i polmoni, il cervello e le anche dei piccoli pazienti ricoverati nel reparto.

La donazione al Policlinico Umberto I è stata fortemente voluta dalla famiglia Gambardella, proprietaria della Bioplast. Il fondatore Gerardo Gambardella e la figlia Susy – responsabile finanziario dell’azienda – hanno consegnato la sonda nelle mani del dottor. Ignazio Franzese, Dirigente Responsabile del Reparto di Terapia Intensiva Neonatale. Insieme al suo staff, il dottor Franzese potrà utilizzare il macchinario per aiutare i piccoli pazienti ricoverati nel reparto, ottimizzando le procedure diagnostiche e riducendo al minimo lo stress per i neonati e le famiglie.

La donazione della famiglia Gambardella – ha spiegato il dottor Franzese – “aggiunge un importante tassello alla strumentazione diagnostica della TIN. Grazie a questo strumento, riusciremo a svolgere esami ecografici poco invasivi al cervello, alla cavità addominale, ai polmoni e alle anche dei neonati prematuri. La sonda permetterà anche di ridurre il numero delle radiografie, limitando i costi ed evitando di sottoporre i neonati ad esami inutili. E’ un bel passo avanti nel rapporto costo/benefici ma è anche un servizio in più che riusciremo ad offrire al nostro territorio. Ogni anno, abbiamo circa 1600 nuovi nati, quindi per noi è fondamentale ottimizzare le risorse che abbiamo a disposizione”.

Per Susy Gambardella, questa donazione è importante soprattutto in un’ottica di medicina del territorio. “Come famiglia e come azienda, siamo sempre stati molto attenti alle esigenze del territorio che ci circonda. Per questo, abbiamo deciso di aiutare le famiglie in uno dei momenti più delicati: quello della nascita di un figlio o di una figlia. Lo slogan di Bioplast è «proteggiamo ciò che ami». Sono convinta che se riusciamo a proteggere i bambini appena nascono, loro diventeranno il motore più forte per lo sviluppo sociale, economico e culturale del nostro territorio”.

Susy Gambardella a PiuEnne TV

Lunedì 19 Aprile 2021, la responsabile finanziaria Bioplast Susy Gambardella parteciperà ad un’intervista in diretta su PiuEnne TV (canale 17 del digitale terrestre) alle ore 19.15

 

Siamo alla vigilia di nuove riaperture e ripartenze. La filiera del packaging non si è mai fermata, ma come avete difeso la vostra azienda dal Covid ?
La nostra azienda, come tutte quelle della filiera, è stata considerata strategica ed indispensabile. Non siamo mai fermati ed abbiamo fronteggiato con investimenti ed organizzazione i pericoli della pandemia. Abbiamo tutelato la sicurezza dei lavoratori con sanificazioni, dispositivi di protezione ed una specifica assicurazione a copertura di rischi e problematiche da Cvoid-19. La nostra fabbrica è diventata una bolla che ha garantito sicurezza e serenità a tutti gli addetti anche nei momenti più complicati. Questo sforzo ci ha permesso di garantire la produzione e di fornire un prodotto indispensabile per alcune filiere come quella agroalimentare e quella sanitaria che sono state indispensabili per fronteggiare la pandemia aiutando le aziende, la popolazione ed il personale medico-sanitario.
Confindustria ha dato la disponibilità ad utilizzare le aziende per le vaccinazioni. Siete pronti a fare la vostra parte?
Siamo pronti ad assicurare la vaccinazione dei nostri dipendenti e collaboratori ed a metter a disposizione locali e mezzi per la vaccinazione di massa. E’ una battaglia da vincere tutti insieme
In che misura la crisi Covid-19 ha incentivato la ricerca ed il coinvolgimento di nuove professionalità  nella filiera? Emerge un crescente desiderio di salute e sicurezza riguardo a tutti i prodotti sia quelli alimentari che a quelli sanitari e di cura della cosa.
Stiamo vivendo la più grave crisi pandemica e socio-economica della storia umana. I mesi e gli anni che ci attendono sono complicati. Ma dobbiamo dimostrare di avere la capacità di trasformare la crisi in opportunità di crescita, sviluppo e miglioramenti. Abbiamo dunque continuato ad investire in ricerca ed innovazione a trecentosessanta gradi. Il Covid-19 aumenta la domanda di sicurezza e sanità degli imballaggi. Stiamo pertanto lavorando su nuovi materiali, nuove tecniche di lavorazione, nuove tecnologie di imballaggio. In questo caso puoi fare qualche esempio concreto. Particolarmente proficua la collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno grazie al programma Matespack che ha permesso di formare quindici neolaureati di eccellenza ed inserirli nella nostra e nelle altre aziende nei settori strategici.
Nei momenti economici complicati il ruolo delle donne resta sempre, purtroppo, precario. Dal suo punto di vista come vede il futuro del lavoro in rosa in questo comparto ?
 
E’ effettivamente un rischio. Le donne rischiano di pagare un costo durissimo in termini di occupazione e di condizioni di lavoro. Nella nostra azienda, lo dico con orgoglio, siamo molti attenti a tutelare le donne mettendole in condizione di esercitare al meglio le loro professionalità. Ritengo che gli investimenti del Recovery Found debbano esser indirizzati ad interventi che possano aiutare le donne a realizzarsi pienamente nel mondo del lavoro coinciliandolo i tempi del  lavoro con quelli familiari; la carenza di asili nido aziendali è una lacuna da colmare così come la previsione di incentivi e tutela per la natalità, e controlli più severi per retribuzioni paritarie ed orari di lavoro flessibili.
 
Quanto è importante realizzare una reale economia circolare ( sia a livello aziendale che di educazione delle nuove generazioni ) che ottimizzi l’utilizzo delle risorse e scongiuri la devastazione dell’ambiente.
 
Gli imballaggi sono considerati dei nemici cattivi dl pianeta. In realtà la plastica e gli imballaggi non sono buoni e cattivi. E’ il loro utilizzo che li trasforma in un problema oppure in una risorsa. Noi siamo impegnati a creare materiali e prodotti sempre più ecosostenibili e biodegradabili adeguati anche alle nuove sensibilità dei consumatori. Ma bisogna investire sull’economia circolare con filiere, impianti , processi che eliminino il concetto di rifiuto. Siamo nelle condizioni di riutilizzare plastiche ed imballaggi ma dobbiamo tutti mutare il nostro atteggiamento anche culturale rispetto ai beni ed ai consumi. Non è più tempo di usa e getta ma di consumi sostenibili per i quali dobbiamo cominciare ad educare le nuove generazioni con azioni mirate nei programmi scolastici e visite nelle aziende.