Caro bollette: è arrivato il momento di una strategia strutturale

I rincari a doppia cifra nei costi dell’energia rischiano di frenare la ripresa: è necessaria una strategia strutturale che coinvolga tutti gli stakeholders del comparto economico e produttivo. 

Ogni giorno leggiamo sui giornali che il governo sta varando alcune misure straordinarie contro i rincari energetici. Mi riferisco alle recenti criticità relative all’impennata dei costi di un gran numero di materie prime, direttamente e indirettamente utilizzate nelle lavorazioni della nostra industria, che impattano gravemente su tutta la filiera. E in alcuni casi anche alla difficoltà nel reperimento di materie fondamentali allo svolgimento delle attività produttive. E mi riferisco anche ai costi dell’energia, che nuovamente coinvolgono tutta la catena di approvvigionamento, a partire dalle grandi realtà energivore a monte della catena produttiva (come le cartiere) che sono momentaneamente obbligate a dover fermare la produzione anche in presenza di un volume di ordini elevato, per via degli stratosferici costi in bolletta di luce e gas. Costo, quello del gas, che sembra destinato a diventare strutturale e ad essere dunque assorbito dal sistema con un rincaro conseguente su tutti gli utilizzatori, dallo stampatore al cliente finale. Questi aumenti a doppia cifra si ripercuoteranno sui consumi frenando la ripresa già rallentata dal nuovo incremento dei contagi. 

Il governo ha già predisposto alcune misure straordinarie per arginare gli aumenti e provare a contenere i danni: 10 miliardi dalla revisione del sistema di gestione delle politiche energetiche e un altro miliardo per indennizzare le categorie più colpite dall’aumento dei costi e dagli effetti della pandemia. Questi ristori sono utili ma è chiaro che il nostro Paese non può andare avanti tirando fuori, ogni trimestre, cash per mitigare gli effetti degli aumenti: è arrivato il momento di una strategia strutturale a lungo termine, 12-14 mesi, per cercare di risolvere il problema alla radice.