Susy Gambardella: “L’empowerment femminile è davvero la chiave per il successo”

La responsabile finanziaria Bioplast Susy Gambardella è stata ospite del programma di approfondimento Room24 in onda su Radio Bussola 24 per parlare di “business al femminile”. Ecco i temi trattati.

Gender pay gap. In concomitanza della Giornata internazionale dei diritti della donna è necessario soffermare l’attenzione sull’ambito lavorativo, in cui le donne ancora non hanno trovato giustizia a livello salariale rispetto agli uomini. Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio sui conti pubblici italiani dell’Università Cattolica, lo scarto nello stipendio netto mensile a cinque anni dal conseguimento della Laurea Magistrale è di oltre 500 euro tra uomini e donne. Il paradosso della problematica del gender pay gap è poi che la discrepanza tra retribuzioni cresce con l’aumentare del livello di istruzione raggiunto. Il gap salariale è del 5,4 per cento tra i diplomati delle scuole professionali, e sale attraverso le varie categorie, fino a raggiungere un incredibile 46,7 per cento tra chi ha conseguito un Master di secondo livello. 

Conciliazione tra lavoro, maternità e famiglia. Particolarmente in Campania e in tutto il Sud Italia, occorre mettere in campo ogni sforzo ed ogni impegno per valorizzare le risorse femminili favorendo le condizioni per l’ingresso nel mondo del lavoro, per la conquista di migliori condizioni retributive e per favorire la conciliazione tra lavoro, maternità e famiglia. A mio parere, andrebbero sviluppati in tutte le aziende servizi di asilo nido e miniclub per rispondere al problema dell’affidamento dei bambini durante le ore lavorative.  

Ragazze e discipline STEM. Per ridurre il gender gap nel mercato del lavoro, è fondamentale intervenire con decisione anche nel mondo della formazione. Soprattutto per quel che riguarda l’avvicinamento delle donne alle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Math) ed alle materie matematico/scientifiche. Gran parte delle nuove offerte di lavoro proviene proprio da questi settori e si stima che, nei prossimi dieci anni, in Italia ci saranno 2,5 milioni di posizioni lavorative vacanti proprio in questi settori strategici per l’Industria 4.0. E’ ovvio che promuovere la formazione specialistica delle donne nel campo delle discipline STEM significa permettere loro di cogliere un gran numero di opportunità occupazionali.

Puntare sulle soft skills delle donne. Le donne in media hanno soft skills utilissime in azienda e molto più sviluppate rispetto agli uomini: empatia, capacità di lavorare in gruppo, problem solving e gestione dello stress. Eppure queste caratteristiche delle donne spesso non vengono valorizzate. Si tratta di un problema di valutazione da parte delle aziende che affonda le sue radici in aspetti culturali che vanno scardinati. Il superamento di questo gap infatti porterebbe vantaggi enormi alle organizzazioni e al Paese nel suo complesso. Anche in questo caso, è necessario intervenire sulla formazione attraverso corsi ed iniziative specifiche per sensibilizzare gli imprenditori sull’importanza delle soft-skills. 

In conclusione, credo che il mondo imprenditoriale debba comprendere appieno che tutto ciò che viene fatto in azienda ha ricadute importanti nella società e nel territorio che ci circonda. In questo senso, adottare misure – fiscali, strutturali o formative – per ridurre il gender gap significa contribuire alla lotta contro la violenza sulle donne e il femminicidio. Grazie alle risorse in arrivo con il PNRR, nei prossimi mesi avremo l’opportunità di rendere le nostre aziende più attente alla gender equality, meritocratiche e resilienti. Tutto questo aprirà la strada ad un futuro del lavoro, della politica, della società e dell’economia sempre più inclusivo.