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Caro bollette: è arrivato il momento di una strategia strutturale

I rincari a doppia cifra nei costi dell’energia rischiano di frenare la ripresa: è necessaria una strategia strutturale che coinvolga tutti gli stakeholders del comparto economico e produttivo. 

Ogni giorno leggiamo sui giornali che il governo sta varando alcune misure straordinarie contro i rincari energetici. Mi riferisco alle recenti criticità relative all’impennata dei costi di un gran numero di materie prime, direttamente e indirettamente utilizzate nelle lavorazioni della nostra industria, che impattano gravemente su tutta la filiera. E in alcuni casi anche alla difficoltà nel reperimento di materie fondamentali allo svolgimento delle attività produttive. E mi riferisco anche ai costi dell’energia, che nuovamente coinvolgono tutta la catena di approvvigionamento, a partire dalle grandi realtà energivore a monte della catena produttiva (come le cartiere) che sono momentaneamente obbligate a dover fermare la produzione anche in presenza di un volume di ordini elevato, per via degli stratosferici costi in bolletta di luce e gas. Costo, quello del gas, che sembra destinato a diventare strutturale e ad essere dunque assorbito dal sistema con un rincaro conseguente su tutti gli utilizzatori, dallo stampatore al cliente finale. Questi aumenti a doppia cifra si ripercuoteranno sui consumi frenando la ripresa già rallentata dal nuovo incremento dei contagi. 

Il governo ha già predisposto alcune misure straordinarie per arginare gli aumenti e provare a contenere i danni: 10 miliardi dalla revisione del sistema di gestione delle politiche energetiche e un altro miliardo per indennizzare le categorie più colpite dall’aumento dei costi e dagli effetti della pandemia. Questi ristori sono utili ma è chiaro che il nostro Paese non può andare avanti tirando fuori, ogni trimestre, cash per mitigare gli effetti degli aumenti: è arrivato il momento di una strategia strutturale a lungo termine, 12-14 mesi, per cercare di risolvere il problema alla radice.

Materie prime: impennata delle quotazioni. L’impatto sull’industria e le strategie di mercato

Il direttore vendite Bioplast Marco Gambardella ha partecipato al webinar “Materi prime: impennata delle quotazioni” organizzato da Confindustria Salerno il 21 aprile 2021

Durante il webinar “Materie Prime: Impennata delle Quotazioni. L’impatto sull’industria e le strategie di mercato”, organizzato dal Comitato Piccola Industria, Gruppo Giovani Imprenditori e Gruppo Risorsa Mare Trasporti e Logistica di Confindustria Salerno, svoltosi il 21 aprile, sono state approfondite le dinamiche che hanno determinato il vertiginoso aumento dei prezzi delle materie prime negli ultimi mesi. Dopo i saluti introduttivi di Lina Piccolo, Presidente Comitato Piccola Industria e Marco Gambardella, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Salerno, sono intervenuti Ciro Rapacciuolo – Senior Economist del Centro Studi Confindustria e Gianclaudio Terlizzi – T-Commodity srl. Per il focus sulla logistica, ed in particolare sulla questione noli container, hanno relazionato: Tommaso Amendola – Presidente Gruppo Risorsa Mare Trasporti e Logistica di Confindustria Salerno; Vincenzo Giglio – Senior Sales Representative Bco Maersk Italia SPA e Agostino Gallozzi – Past President di Confindustria Salerno delegato all’economia del mare.

Si stanno registrando rialzi significativi dei prezzi internazionali di numerose materie prime. I rincari sono molto diffusi: il prezzo del legno è salito del 7% a febbraio 2021 rispetto a ottobre 2020, quello della gomma del 10%, il grano del 13% e il mais del 31%, il rame del 26% e il ferro del 38% . Ciò si affianca al trend di risalita del prezzo del petrolio: +53%.

«Nei prossimi mesi, lo scenario più probabile – ha affermato Lina Piccolo – è che i rincari delle materie prime, dovuti anche alla loro scarsità in Italia e in Europa, incidano pesantemente sui costi delle imprese industriali. Le aziende – in un contesto di domanda bassa e con una crisi economica in corso – non potranno ritoccare al rialzo i listini industriali, lasciando sostanzialmente immutati i prezzi di vendita, a fronte di un sicuro aumento dei costi. Tutto ciò rischia di ridurre notevolmente i margini delle imprese salernitane e italiane».

«Gli strumenti in nostro possesso per fronteggiare questa situazione – ha sottolineato Marco Gambardella – possono provenire da un’accelerazione dei processi di digitalizzazione che metterebbero le nostre imprese nelle condizioni di affrontare questo gap in maniera più incisiva, sia in termini di gestione dei processi produttivi che di competitività. Noi imprenditori siamo abituati a gestire le difficoltà che si presentano sul nostro cammino ma sta a chi governa risolverle a monte».

«Da alcuni mesi si registrano incrementi, divenuti insostenibili per molte imprese, dei noli marittimi container – ha dichiarato Tommaso Amendola – Il fenomeno è stato causato da una generalizzata carenza di container associata alla forte ripresa economica cinese, a seguito della pandemia, e da una serie di effetti generati dagli impatti del Covid-19, innestati però su un assetto dei principali mercati di riferimento del trasporto merci via mare che hanno chiaramente favorito una crescita senza precedenti del prezzo del trasporto marittimo dei container. Tutto ciò si ripercuote inevitabilmente sull’intera catena di fornitura».

«In un mondo sempre più globalizzato – ha precisato Agostino Gallozzi – con grandi distanze geografiche tra distretti produttivi e aree dei consumi, e allo stesso tempo sempre più interconnesso, sia materialmente attraverso le reti del trasporto, sia immaterialmente grazie alle reti IT, ogni variazione è sempre velocissima e di grande impatto. In questa realtà assume valenza strategica la dinamica dei noli marittimi e della logistica in genere, con temi da approfondire, sia per analizzare ciò che sta accadendo, che per anticiparne le possibili evoluzioni».