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PNRR: c’è bisogno di investimenti strategici per le imprese

É un momento di grande tensione per tutte le imprese, soprattutto quelle del settore agroalimentare e dei trasporti: è necessario investire i fondi del PNRR in maniera strategica per tutelare la produzione e garantire i livelli occupazionali. 

Il conflitto in Ucraina ha accentuato la crisi energetica che stava rallentando l’Italia già prima della guerra, mettendo ancora più a rischio la ripresa. In un momento storico così complesso, è necessario che l’azione di Governo, partiti, forze economiche e sociali sia animata da uno spirito di convergenza nazionale. Diversamente, perderemo l’occasione di sfruttare le risorse del Pnrr e la spinta che esso offre a sciogliere i nodi strutturali del Paese, cioè bassa crescita e produttività stagnante, innalzando la qualità delle politiche pubbliche. In quest’ottica, bisognerebbe parlare e trovare delle soluzioni comuni per le criticità che vediamo all’orizzonte e che potrebbero rallentare il trend positivo del prossimo anno: a cominciare dal problema del caro prezzi per le materie prime e le forniture energetiche. 

Materie prime e costi energetici. Da settimane registriamo con preoccupazione l’escalation congiunturale dei prezzi delle principali commodities, tra questi il prezzo dell’energia elettrica in aumento di oltre l’80% rispetto a gennaio di quest’anno, quello del gas naturale da cui dipende il prezzo dell’energia elettrica aumentato del 100% e infine il prezzo della Co2 cresciuto di oltre il 70%. Queste tensioni di mercato devono essere comprese nel loro fattore di origine e gestite di conseguenza, non devono farci arretrare negli obiettivi di sostenibilità, né mettere a repentaglio lo slancio produttivo del Paese soprattutto in questa delicata fase di ripresa. Non si tratta solo di sviluppare un nuovo mercato elettrico efficiente, ma anche di sviluppare una strategia di politica industriale per promuovere la riconversione delle filiere industriali e favorire la transizione energetica. A tal proposito, è del tutto condivisibile l’appello del presidente di Confindustria Carlo Bonomi: “Dobbiamo cambiare il nostro mix energetico, importare gas da altre nazioni, fare nuovi accordi come quello con l’Algeria, incentivare le rinnovabili. Soprattutto, dobbiamo sbloccare la burocrazia sulle rinnovabili: non è possibile metterci dieci anni per un impianto. Serve una strategie di indipendenza, è fondamentale per noi e per tutta l’Ue. Dobbiamo cambiare investimenti”.

Questa strategia avrà un impatto molto forte anche sulla qualità della vita delle imprese, delle comunità e dei territori. 

Susy Gambardella entra nel Consiglio della Camera di Commercio di Salerno

Grande soddisfazione nella famiglia Bioplast per la nomina di Susy Gambardella (CFO, Bioplast) quale membro del Consiglio della Camera di Commercio di Salerno. La trentunenne nocerina è tra i trentatré consiglieri camerali in rappresentanza della Confindustria Salerno. Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, con un decreto regionale ha nominato i delegati delle organizzazioni datoriali e, dopo l’elezione per acclamazione, lo scorso 8 ottobre è stato riconfermato alla presidenza dell’ente camerale anche Andrea Prete. «E’ la prima volta che in consiglio camerale siedono così tante donne – annuncia Susy Gambardella – questo a dimostrazione che l’impegno femminile nel mondo delle donne può portare finalmente quel rinnovamento atteso e sperato per porre delle inversioni di tendenza e rendere realmente questi Enti a servizio delle imprese».