“Ricerca e sviluppo, è così che si riparte”: Marco Gambardella a La Città

Il presidente dei giovani imprenditori di Confindustria Salerno Marco Gambardella in un’intervista sul quotidiano La Città: “Al Sud siamo primi per startup innovative, siamo orgogliosi ma guai a fermarsi”. 

Ricerca e sviluppo. Sono le parole chiave per far ripartire l’economia a Salerno. N’è convinto Marco Gambardella , presidente del Gruppo giovani imprenditori di Confindustria Salerno, che invita a sfruttare sempre di più la partnership con la locale Università. Perché il territorio salernitano risulta essere sempre attrattivo per gli investitori e la riprese è dietro l’angolo. Però, per non restare impreparati, bisogna investire, sia in nuove idee che nel capitale umano. Un “segreto” che il tessuto imprenditoriale locale sembra aver fatto suo, tant’è che Salerno e provincia sono ai primi posti d’Italia per startup innovative.

 

Presidente, un primato che inorgoglisce ma, al tempo, stesso, deve far riflettere…
È un dato importante, che conferma come il nostro territorio sia composto da tante e variegate eccellenze. Ma che ci pone come principio alcuni aspetti di riflessione. Il primo è che la forza e la capacità di queste startup innovative è che al centro del loro progetto hanno ricerca e sviluppo. E, dunque, una stretta collaborazione tra l’Università, che è un polmone di quest’area, e quelle che sono le idee giovanili. Il secondo è la presenza di capitale femminile all’interno delle startup e, infine, la loro capitalizzazione che, in media, è di 60mila euro.

Si può fare ancora di più per incentivare le iniziative imprenditoriali giovanili?
Sicuramente si deve fare di più, perché siamo un Paese che attraverso la ricerca, lo sviluppo e le nuove idee può dare il proprio contributo alla creazione di prodotti con maggiore valore aggiunto. E proprio questi prodotti ci permetteranno di far ripartire il Pil a livello non solo locale.

Qual è lo stato di salute dell’impresa salernitana?
La forza delle imprese salernitane è basata, in buona sostanza, sul mondo manifatturiero e sulle piccole e medie imprese, per lo più a conduzione familiare, che hanno risposto sia alla crisi del 2008 che alla pandemia. Tant’è che il terzo trimestre dello scorso anno s’è chiuso con un segno positivo. Ci sono delle aziende, purtroppo, in difficoltà, come quelle turistiche che più delle altre hanno risentito dell’emergenza sanitaria.

Cosa si può fare per far rialzare comparto turistico?
Il turismo è una leva determinante per tutte le imprese salernitane. Attraverso il turismo si può venire a conoscenza dei prodotti enogastronomici, vere e proprie eccellenze della nostra terra. E il turismo può funzionare anche da attrattore per le stesse aziende manifatturiere. Insomma a beneficiare del turismo è tutto l’indotto. E, perciò, si deve fare di tutto per uscire dalle sabbie mobili, innanzitutto investendo e, poi, incrementando le vaccinazioni per garantire ai vacanzieri vacanze sicure e ritornare ai numeri pre-pandemia.

C’è ancora “voglia” d’investire a Salerno?
Sicuramente c’è tanta voglia. Salerno è una città che ha uno sbocco sul mare, il porto è un hub strategico. E tra un po’ entrerà in funzione anche l’aeroporto, che potrà fare da stimolo e da traino a nuovi investimenti. Senza dimenticare le Zone economiche speciali che renderanno il territorio ancora di più competitivo e attrattivo.

Nonostante tutto, però, il tasso di disoccupazione a Salerno continua ad essere alto…
Purtroppo in percentuale anche la disoccupazione giovanile è alta. È necessario investire ancora di più nella formazione del capitale umano. Perché s’assiste al paradosso che le imprese cercano ma non trovano figure specializzate. Proprio per questo motivo è fondamentale
fare asse tra Università, imprese e corpi intermedi, in quanto se investiamo attraverso politiche attive del lavoro, riusciamo a far diminuire significativamente questo gap.

Intervista a cura di Gaetano de Stefano