News

Giovani Imprenditori Confindustria: Marco Gambardella al Convegno Nazionale #Spazi2021

Il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Salerno Marco Gambardella ha preso parte alla XXXVI edizione del Convegno Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria alla Stazione Marittima di Napoli

«L’evento di oggi – ha dichiarato Marco Gambardella, presente con una numerosa delegazione di GI salernitani – sottolinea il valore del confronto per noi giovani imprenditori, ancor di più fondamentale in un momento storico quale quello che stiamo vivendo. Abbiamo davanti a noi la grande occasione del PNRR, indispensabile per attuare le riforme, far ripartire gli investimenti e, soprattutto, per colmare i tanti divari e ritardi di sviluppo del Mezzogiorno rispetto al resto del Paese. Il nostro Sud deve essere messo nelle condizioni di crescere e competere per far ripartire l’Italia».

Il Convegno Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria ha previsto due giorni di dibattito e confronto per progettare la società e l’economia del futuro. La prima giornata dei lavori è stata dedicata a formazione e competenze, futuro del mondo del lavoro, innovazione e cybersicurezza. Nella seconda giornata si è ragionato su digitalizzazione, export e catene globali del valore, sostenibilità ambientale e generazionale. “Spazi2021 – Costruire oltre le distanze” è il tema del Convegno 2021 dei Giovani Imprenditori di Confindustria.

“Davanti a noi ci sono spazi da conquistare: nuove dimensioni economiche e sociali dove creeremo il nostro futuro” ha concluso Gambardella.

Leggi l’intervista sul numero speciale del magazine “Il Denaro”: clicca qui

Donne, lavoro e best practices per la crescita del Paese

Susy Gambardella analizza il tema del gender gap nel nostro Paese e propone alcune ipotesi di lavoro per la riduzione del divario tra uomo e donna nel mondo del lavoro e nella società. 

Il Global Gender Gap Report è uno strumento di analisi introdotto nel 2006 dal World Economic Forum per monitorare annualmente l’ampiezza e la portata della divario di genere in 156 Paesi. Per ogni nazione, l’indice fissa uno standard basandosi su quattro criteri (partecipazione e opportunità economiche, istruzione, salute e leadership politica) e fornisce una classifica, permettendo un confronto efficace tra Paesi nel corso del tempo.

L’ultima edizione del Global Gender Gap Report è stata pubblicata il 31 Marzo 2021. Essa “fotografa” la condizione lavorativa delle donne a poco più di anno dall’esplosione della pandemia da Covid-19. In generale, i dati raccolti dimostrano che l’emergenza sanitaria e la conseguente crisi economica hanno avuto un impatto più forte sulle donne rispetto agli uomini, ri-aprendo parzialmente lacune che erano state faticosamente colmate in molti Paesi occidentali. Nello specifico, nella classifica 2021 l’Italia si colloca al 63esimo salendo di 13 posizioni rispetto al 2020 e mostrando un leggero miglioramento.

I dati raccolti dal WEF testimoniano che i principali ambiti nei quali le donne italiane riscontrano problemi sono l’accesso alla forza lavoro e alla formazione nonché le disparità a livello economico, salariale e pensionistico. In Italia, il tasso di occupazione femminile è pari al 52,6%. Questo significa che – nella fascia di età tra i 15 e i 64 anni – poco più di una donna su due ha un impiego stabile, con un notevole divario rispetto agli uomini (nella stesso range di età, gli uomini che lavorano sono oltre l’80%). A ciò va aggiunto che le donne hanno una percentuale di contratti part-time (49,8%) molto più alta rispetto ai colleghi uomini. Un ulteriore gap è presente a livello di posizioni manageriali sia nel settore pubblico che privato: in entrambi, le posizioni apicali ricoperte da donne sono solo il 41%. I dati evidenziano inoltre che in Italia c’è ancora un diffuso e persistente scetticismo rispetto al fatto che una donna possa avviare autonomamente una realtà imprenditoriale o una startup.

Proposte per ridurre il gender pay gap

Servono politiche e pratiche che si concentrino in modo proattivo sul superamento della disparità di genere nel mondo del lavoro e, di conseguenza, nella società. In particolare possiamo suddividere tre macro-categorie di azioni da sviluppare: misure fiscali, interventi strutturali e agevolazioni per la formazione.

Misure fiscali: tassazione agevolata dei redditi da lavoro per le donne. Il primo strumento fiscale che potrebbe essere utile per ridurre il gender gap è una detassazione con immissione di reddito sul salario delle lavoratrici almeno del 50%. Una pressione fiscale più bassa sul lavoro delle donne favorirebbe non solo la loro occupazione ma anche una migliore distribuzione del carico di lavoro all’interno della famiglia. Insieme ad un’estensione dei congedi parentali, ciò consentirebbe alle donne di gestire con maggiore autonomia e tranquillità le spese legate alla maternità e alla presenza di figli (babysitting, costi sanitari, spese scolastiche).

Interventi strutturali: incremento degli asili nido pubblici nelle aree industriali. Occorre un piano di investimenti mirati ad ampliare e rafforzare l’offerta di posti negli asili nido pubblici. Ciò vale soprattutto per il Sud Italia dove si registra un drammatico deficit. E’ necessario incrementare il numero degli asili nido nelle aree industriali del Sud Italia e della Campania sfruttando le risorse del Piano italiano di ripresa e resilienza. L’obiettivo è raggiungere entro il 2026 un tasso di copertura del 33% creando circa 228 mila nuovi posti all’interno di strutture pubbliche. Potenziare i servizi per la prima infanzia è una delle prime politiche pubbliche da adottare per aumentare le opzioni a disposizione delle donne in ambito formativo e lavorativo.

Interventi strutturali: nursery e sale di allattamento aziendali. Il potenziamento delle strutture da solo però non basta. Parallelamente, si deve puntare a rafforzare l’azione educativa delle donne lavoratrici grazie ad una forte “alleanza educativa” tra famiglie, imprese, enti di formazione e istituzioni locali. Il welfare aziendale deve farsi carico delle esigenze delle mamme lavoratrici attraverso soluzioni specifiche come l’implementazione di una nursery interna (in alternativa, si possono stipulare convenzioni con le strutture già presenti sul territorio) o la predisposizione di una sala di allattamento.

Agevolazioni per la formazione: avvicinare le bambine alle discipline matematico/scientifiche. Per ridurre il gender gap nel mercato del lavoro, è fondamentale intervenire con decisione anche nel mondo della formazione. Soprattutto per quel che riguarda l’avvicinamento delle donne alle discipline STEM (Science, Technology, Engineering and Math). Innanzitutto bisogna contrastare, a partire da famiglia e scuola, condizionamenti sociali e pregiudizi di genere che scoraggiano le ragazze a orientarsi verso lo studio delle discipline matematico/scientifiche. In secondo luogo, bisogna favorire le ragazze che scelgono di dedicarsi a questi percorsi di studio attraverso misure specifiche (riduzione delle tasse universitarie, borse di studio, premi di laurea).

Agevolazioni per la formazione: puntare sulle soft skills. Le donne in media hanno soft skills utilissime in azienda e molto più sviluppate rispetto agli uomini: empatia, capacità di lavorare in gruppo, problem solving e gestione dello stress. Eppure queste caratteristiche delle donne spesso non vengono valorizzate. Si tratta di un problema di valutazione da parte delle aziende che affonda le sue radici in aspetti culturali che vanno scardinati. Il superamento di questo gap infatti porterebbe vantaggi enormi alle organizzazioni e al Paese nel suo complesso. Anche in questo caso, è necessario intervenire sulla formazione attraverso corsi ed iniziative specifiche per sensibilizzare gli imprenditori sull’importanza delle soft-skills.

In conclusione, dobbiamo comprendere che tutto ciò che viene fatto in azienda ha ricadute importanti nella società e nel territorio che ci circonda. In questo senso, adottare misure – fiscali, strutturali o formative – per ridurre il gender gap significa contribuire alla lotta contro la violenza sulle donne e il femminicidio. 

Auguri per il nuovo anno scolastico!

Oggi è il primo giorno di scuola per migliaia di studenti e studentesse: un grosso in bocca al lupo a loro e alle loro famiglia per questo nuovo anno scolastico che rappresenta, finalmente, un ritorno alla normalità, alle abitudini ed alla quotidianità persa un anno e mezzo fa. 

Tornare a scuola significa ritrovare gli amici, ritrovare gli spazi della nostra vita, tornare nel luogo degli affetti che poi rimarranno per tutta la vita. La scuola è la straordinaria avventura dell’imparare insieme, esplorare mondi nuovi e nuovi incontri. È una parte importante del paese la scuola; tutto il paese oggi è con noi, la scuola è il cuore della nostra comunità!

11 Settembre 2001/2021: per non dimenticare

L’11 settembre 2011 2996 uomini, donne e bambini persero la vita nell’attentato alle Torri Gemelle di New York. A vent’anni esatti da quella tragedia che ha cambiato la vita di tutti noi, vogliamo lanciare un messaggio di pace, solidarietà e speranza con le parole del poeta italiano Mario Luzi. 

 

Dimettete la vostra alterigia
sorelle di opulenza
gemelle di dominanza,
cessate di torreggiare
nel lutto e nel compianto
dopo il crollo e la voragine,
dopo lo scempio.
Vi ha una fede sanguinosa
in un attimo
ridotte a niente.
Sia umile e dolente,
non sia furibondo
lo strazio dell’ecatombe.

Si sono mescolati
in quella frenesia di morte
dell’estremo affronto i sangui,
l’arabo, l’ebreo,
il cristiano, l’indio.
E ora vi richiamerà
qualcuno ai vostri fasti.
Risorgete, risorgete,
non più torri, ma steli,
gigli di preghiera.
Avvenga per desiderio
di pace. Di pace vera.

Mario Luzi

Serie A: un volano per la ripartenza di Salerno

Il Campionato di Serie A è appena iniziato e porterà Salerno all’attenzione nazionale ed internazionale promuovendo le bellezze, le attrazioni e le aziende del nostro territorio

Le statistiche ci dicono che ogni grande vittoria sportiva genera un effetto positivo che aumenta il prestigio di una città e di un territorio: succederà anche a Salerno nei prossimi mesi. Nel 1998 – anno dell’ultima, storica, promozione in Serie A – la vittoria del Campionato diede il via ad una vera e propria ri-fioritura urbanistica della città. Sono certo che anche quest’anno la promozione sarà il volano di una grandiosa ripartenza non solo economica che ci aiuterà a mettere alle spalle le difficoltà causate dall’emergenza sanitaria Covid-19. 

Vittoria dell’Italia agli Europei e balzo del PIL nazionale. Per comprendere meglio il valore economico della promozione in Serie A, possiamo fare un parallelo con la recentissima vittoria dell’Italia agli Europei. Secondo un’analisi di Coldiretti, la vittoria della Nazionale potrebbe regalarci 12 miliardi di euro di Pil in più e un aumento dell’export vicino al 10%, proprio come successe quando l’Italia vinse i mondiali in Germania, nel 2006. Con le dovute e necessarie proporzioni, anche la promozione della Salernitana in Seria potrebbe innescare ricadute positive sul PIL e sull’export delle aziende del nostro territorio. 

Quanto vale la promozione in Serie A della Salernitana? La promozione della Salernitana in serie A ha un valore economico importante. Stando ad un report della FIGC, la cifra esatta netta si aggirerebbe intorno ai 5 milioni netti. Anche se i volumi d’affari potrebbero variare anche fino a +23 milioni tra diritti televisivi e sponsorizzazioni varie. Si tratta di una cifra davvero considerevole e capace di innescare effetti positivi sull’economia della città e della Provincia, soprattutto in alcuni comparti strategici come il turismo, l’agroalimentare e il settore food. 

Agroalimentare e Made in Salerno. La promozione in Serie A genererà un certo effetto fiducia e una spinta al consumo, almeno nel breve periodo. Questa ondata di fiducia andrà a beneficiare soprattutto il comparto agroalimentare del nostro territorio. Ci si aspetta una ripresa del canale Horeca e di tutti i prodotti agroalimentari, dal cibo al vino ai liquori, che sono tipici della Provincia di Salerno e che avranno una maggiore visibilità grazie al prestigioso palcoscenico della Serie A. 

Sponsorizzazioni con brand locali. Altre opportunità molto interessanti possono arrivare dalle strategie di marketing del club in tema di sponsorizzazioni. Sono molti i club della Serie A che da anni si rivolgono al mercato delle aziende sponsor del proprio territorio di riferimento. Per le società di calcio, investire sui brand del territorio, significa superare il concetto tradizionale di sponsorizzazione, con relativa valutazione positiva, sia del mercato di riferimento che della fidelizzazione dei propri tifosi. É quello che hanno fatto l’Atalanta, il Cagliari e il Torino attraverso investimenti “efficienti ed efficaci” con aziende sponsor locali. In questo senso, la Promozione in Serie A può essere l’occasione per dare il giusto rilievo e la giusta visibilità a tante realtà del nostro territorio che rappresentano vere e proprio eccellenze, soprattutto nel campo dell’imprenditoria giovanile. 

Effetti positivi sul welfare e sulla “cultura dello sport”. Oltre che sull’economia, la promozione in Serie A potrà avere effetti positivi anche sulla società, sul welfare e sulla “cultura dello sport”. Tanti bambini e bambine si avvicineranno al calcio grazie ai propri idoli della Salernitana: sarà l’occasione per arricchire il loro percorso di formazione con valori e abilità tipiche del mondo dello sport, come ad esempio il teamworking o il problem solving. Queste capacità si riveleranno molto importanti anche per il loro percorso scolastico e, un domani, per il loro approccio al mondo del lavoro. Come imprenditori, oggi abbiamo bisogno di collaboratori dinamici, aperti al cambiamento e dotati di skills trasversali per stare al passo con i tempi. 

Fare squadra per cogliere le opportunità. La Serie A rappresenta una grande opportunità: dovremo essere bravi a coglierla. Sarà fondamentale fare squadra: come i giocatori in mezzo al campo, anche gli imprenditori, le autorità e tutti gli stakeholders del territorio dovranno dialogare e costruire partnership che permettano di ottenere grandi risultati, dentro e fuori dallo Stadio Arechi. 

Giovani, Istituzioni e Europa: le opportunità per il Sud

Risorse e opportunità per il Sud Italia messe a disposizione dall’Unione Europea: c‘è bisogno di strumenti, progetti e azioni concrete che diano ai giovani la possibilità di esprimere il proprio talento senza dover necessariamente lasciare il proprio territorio.

Disoccupazione giovanile. L’Italia è il secondo Paese UE per disoccupazione giovanile (31.6% nel 2020) con percentuali allarmanti soprattutto per il Mezzogiorno. Nel 2020 al Nord si registra un tasso di disoccupazione giovanile pari al 20,8%, per poi passare al 29,5% nelle regioni del Centro e raggiungere il 43,3% nel Sud del Paese. Altro dato nettamente allarmante è l’incremento di disoccupazione dei laureati: il 20% degli individui di età inferiore ai 24 anni con un titolo di studio pari o superiore alla laurea era disoccupato nel 2019, e questo dato è aumentato di 6,3 punti percentuali nel 2020. Proprio a causa delle difficoltà nel trovare un’occupazione, ogni anno, 130 mila ragazzi e ragazze (soprattutto laureati) sono costretti a lasciare il Paese per trovare un lavoro in linea con i loro studi: per capirci, è 130 mila persone è all’incirca la popolazione di Ferrara Perdere così tanti giovani significa rinunciare al futuro, non possiamo permettercelo. 

Investimenti per il Sud Italia. C’è bisogno di strumenti, progetti e azioni concrete che diano ai giovani la possibilità di esprimere il proprio talento senza dover necessariamente lasciare il proprio territorio. Soprattutto al Sud Italia. Da qui a qualche mese ci saranno tante opportunità grazie al Recovery Fund e agli investimenti previsti dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza. Le risorse in arrivo dovranno essere canalizzate verso alcuni obiettivi per me prioritari: 

  1. Occorre aumentare gli investimenti in Ricerca e Innovazione, sia pubblici sia privati, oggi ancora troppo limitati rispetto ai competitori europei;
  2. Occorre lavorare per ridurre le difformità territoriali, colmando il divario tra le Regioni più virtuose, che hanno performances innovative in linea con le migliori Regioni europee, e le Regioni del Mezzogiorno, fanalino di coda in Europa
  3. Occorre colmare il gap in termini di competenze digitali della forza lavoro (in Italia i laureati in materie scientifiche sono il 7,6% del totale, rispetto al 14,4% della Germania e al 16,9% del Regno Unito);
  4. Occorre incentivare l’attività di Open Innovation: oggi il 4,8% delle piccole e medie imprese italiane svolge attività di Open Innovation, contro una media europea del 10,3%.

Startup e digitalizzazione. Dobbiamo impegnarci per semplificare la vita a chi, nel nostro Paese, ha il coraggio e le competenze per intraprendere un nuovo business e fare innovazione. E’ necessario prevedere un iter semplificato (in termini burocratici ed economici) per favorire la nascita di nuove startup e soddisfare i principi di semplificazione e sburocratizzazione richiesti a livello comunitario dagli Startup Nations Standard. 

Rapporto Giovani/Istituzioni. In questo contesto non può e non deve mancare il sostegno dello Stato: che non vuol dire che debba fare di più, ma che debba farlo in modo diverso. Vuol dire capire come indirizzare risorse pubbliche per creare valore aggiunto, per riuscire a stimolare i privati a investire sulla sostenibilità. Vuol dire, ad esempio, cambiare le logiche degli appalti, superando la logica dell’appalto “al ribasso” e muovendosi verso i cosiddetti “appalti impact”, ovvero quelli che premiano le aziende che hanno un minore impatto ambientale. La transizione ecologica è l’unico sentiero che può farci vincere le sfide che ci attendono nel prossimo futuro. Non è importante solo fare questo percorso, ma saranno importanti anche i tempi che impiegheranno le imprese per compiere queste transizioni.

Alfabetizzazione digitale: impegno nelle scuole. Un recente rapporto di Save the Children ha svelato un quadro inquietante per ciò che riguarda le capacità digitali dei nostri bambini e adolescenti: il 29,4% degli studenti delle scuole medie – in pratica quasi 1 su 3 – non conosce i giusti passaggi per scaricare un file da una piattaforma di didattica a distanza. Il 32,8% non è capace di inserire un link interattivo in un testo, l’11% non sa condividere lo schermo con Zoom, il 45% non è in grado di distinguere una pubblicità sul web. Questi dati sono agghiaccianti. Per cogliere le opportunità che si presenteranno nei prossimi anni, dobbiamo investire sulla formazione, sull’alfabetizzazione digitale e sulla consapevolezza informatica dei nostri ragazzi. 

Come ha scritto Benjamin Franklin, “un investimento nel campo della conoscenza paga i migliori interessi”.

Avviso ad evidenza pubblica per l’affidamento di attività di ricerca e sviluppo

Bioplast è alla ricerca di un ente/azienda/professionisti per l’affidamento di attività di ricerca e sviluppo nell’ambito del progetto BIOLINE, “BIOpolimeri modificati per la realizzazione di una LINEa di innovativi prodotti”

L’azienda ricerca un consulente tecnico per la valutazione e assistenza all’attività del PROGETTO BIOLINE “BIOpolimeri modificati per la realizzazione di una LINEa di innovativi prodotti” per la realizzazione di lotti preindustriali di paperbag compostabili e di bio-derivazione ( carta- bio polimeri ) con proprietà barriera ai grassi, ossigeno e vapore d’acqua, per l’imballaggio nel settore pet-food. Ai sensi del Decreto Direttoriale n. 1735 del 13 luglio 2017, CUP B32C20000170005 COR 2827504- codice identificativo ARS01_01032. A valere sui Fondi PON R&I 2014-2020 e FSC “Avviso per la presentazione di Progetti di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale nelle 12 aree di Specializzazione individuate dal PNR 2015-2020 – Green Chemistry” .

Il progetto riguarderà lo sviluppo di nuovi materiali plastici progettati per la realizzazione di prodotti innovativi, prevalentemente per il settore del packaging, che siano compostabili e caratterizzati da specifiche proprietà funzionali, tra le quali l’elevate proprietà barriera ai gas, al vapor d’acqua e agli oli, la stabilità termica, la compatibilità alimentare, la sicurezza ambientale ed operativa. Tutti le soluzioni di imballaggio in oggetto saranno, dunque, accumunate dall’uso combinato di carta, come materiale prevalente, con materiale plastico, senza con ciò compromettere le caratteristiche di compostabilità/riciclabilità del prodotto finito.

LA RICHIESTA DI OFFERTA E’ RIVOLTA AD AZIENDA DI RICERCA E SVILUPPO SPERIMENTALE NEL CAMPO DI PRODOTTI INNOVATIVI DEL SETTORE DELL’IMBALLAGGIO PET FOOD.

L’oggetto del contratto è la progettazione di un film multistrato da destinare al settore dell’imballaggio del per food per sostituire film compressi accoppiati a maggior impatto ambientale per lo sviluppo di innovativi film plastici biodegradabili e compostabili ad alta barriera che tutelino l’integrità del sapore, di aroma e nutrizionale del prodotto non solo su scala pilota, ma anche a livello industriale e la sperimentazione di barriere altamente performanti anche su strutture complesse multistrato. L’ente/azienda dovrà rispettare le seguenti condizioni indicate nel bando.

Clicca qui per scaricare il bando BIOLINE

Clicca qui per scaricare il capitolato Tecnico BIOLINE

Clicca qui per consultare il Verbale di aggiudicazione

Clicca qui per consultare la nomina e convocazione della Commissione aggiudicatrice

 

Per qualsiasi chiarimento o informazione utilizzare l’e-mail : amministrazione@bioplast.it.

 

 

 

Bioplast cerca agenti ed impiegati

Bioplast continua a puntare sul fattore umano per la crescita produttiva e commerciale: aperta una ricerca personale riservata al comparto vendite ed amministrazione.

L’intento è quello di soddisfare una richiesta del mercato sempre più qualificata in un momento nel quale la filiera degli imballaggi è impegnata nell’innovazione tecnologica. Bioplast, con sede operativa nell’area industriale di Fisciano, investe sulla ricerca per materiali ecologici, performanti sicuri destinati all’agroalimentare, a sanità e pulizia, pet, manifatturiero. Ai candidati è richiesta un’esperienza maturata nel settore.

Le candidature per un colloquio vanno indirizzate a amministrazione@bioplast.it

Bioplast partecipa al progetto BIOLINE

BIOLINE, BIOpolimeri modificati per la realizzazione di una LINEa di innovativi prodotti (ARS01_01032), si propone di sviluppare nuovi materiali plastici progettati per la realizzazione di prodotti innovativi, prevalentemente per il settore del packaging, che siano compostabili e caratterizzati da specifiche proprietà funzionali, tra le quali l’elevata proprietà barriera. Le soluzioni studiate saranno, accumunate dall’uso combinato di carta, come materiale prevalente, e materiale plastico, senza che ciò comprometta le caratteristiche di compostabilità/riciclabilità del prodotto finito.

Finalità

Il progetto ha la finalità di dimostrare la multi-valorizzazione di materiali plastici di bio-derivazione e compostabili, per la realizzazione di imballaggi ad elevato contenuto innovativo e ridotto impatto ambientale. Il progetto mira a dimostrare la valenza tecnica e commerciale dei processi tecnologici e dei manufatti sviluppati anche secondo le logiche della multi-valorizzazione dei risultati della ricerca, evidenziando i benefici non solo in termini economici, ma anche sociali ed ambientali con particolare riferimento alla semplificazione della gestione del fine vita dei prodotti ed alla valorizzazione degli scarti.

Risorse finanziarie

Il progetto è finanziato dal PON Ricerca e Innovazione 2014-2020 nell’ambito dell’Asse II – Azione Cluster (II.2), nelle 12 aree di specializzazione, in particolare nell’area di specializzazione “Chimica Verde”. Agevolazione concessa Euro 3.727.150,00 ai seguenti soggetti beneficiari:

• Antonio Sada & Figli S.p.A.
• Bioplast S.r.l.
• CRdC Tecnologie S.c.a.r.l.
• Sada Packaging S.r.l.
• Sifim S.r.l.
• Università degli Studi Roma Tre

Link sito PON RICERCA: www.ponricerca.gov.it