Marco Gambardella: “Dobbiamo dare supporto e fiducia ai giovani del nostro territorio”

Il direttore vendite Marco Gambardella ha partecipato al webinar “ON, accendi la tua voglia di impresa” (13 maggio) dedicato ai giovani che vogliono avviare un’attività imprenditoriale.

Durante l’intervento in Parlamento per presentare il testo del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (27 Aprile 2021), il Premier Mario Draghi ha indicato alcune priorità assolute e trasversali in tutte le componenti del PNRR”. Si tratta di obiettivi strategici a lungo termine, milestones che per Draghi è essenziale raggiungere quanto prima per sostenere la ripartenza e la crescita del nostro Paese. 

Tra le priorità indicate da Draghi, quella a mio avviso più importante è “l’accrescimento delle competenze, della capacità e delle prospettive occupazionali dei giovani”. Lo stesso Draghi ha definito questi obiettivi una priorità assoluta per l’Italia, insieme all’empowerment femminile. L’istruzione e l’investimento sui giovani possono essere davvero un settore essenziale, un vero e proprio volano per la crescita dell’intero Sistema Paese. Quando si parla di giovani, è necessario che la visione a lungo termine si sposi con l’azione immediata per produrre risultati concreti e sostenibili. Questo incontro è stato organizzato proprio per questo: dare risposte concrete e “operative” ai giovani imprenditori, presentando le misure che sono subito disponibili per chi intende mettersi in proprio e avviare una nuova attività. INVITALIA ha stanziato numerosi fondi nell’ambito del programma “ON” per l’imprenditoria giovanile. Si tratta di agevolazioni che prevedono un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto per progetti d’impresa con spese fino a 3 milioni di euro, che può coprire fino al 90% delle spese totali ammissibili. Nel corso dell’incontro ci sarà anche un focus sulle risorse disponibili per i giovani del Sud Italia. Proprio per il nostro territorio, infatti, questi strumenti possono essere una boccata d’ossigeno decisiva.  

Investire sui giovani, offrire agli Under 40 le opportunità che meritano è per me l’unica strategia efficace per combattere il fenomeno della diaspora giovanile e della fuga dei cervelli. Ogni anno, 84.000 ragazzi e ragazze italiane tra i 25 e i 39 anni emigrano all’estero per trovare un lavoro adeguato e realizzare le proprie ambizioni professionali. Per un Paese con un tasso di natalità molto basso come l’Italia, perdere giovani vuol dire rinunciare al proprio futuro. Ma non solo. Il problema della “diaspora giovanile” ha anche ricadute immediate sulla nostra società. In una recente indagine, Confindustria ha stimato che una famiglia italiana spende in media 165.000 euro per crescere ed educare un figlio fino ai 25 anni. Lo Stato italiano, a sua volta, ne spende quasi 100.000 in scuola e università. A fronte dell’altissimo numero di espatri post laurea o diploma dei giovani italiani, si tratta di una perdita del capitale investito di decine di miliardi di euro di cui beneficiano i paesi di destinazione dei nostri emigrati. In termini di mancate entrate fiscali, invece, l’ISTAT stima che lo Stato italiano perde più di 25 miliardi di euro di mancato gettito fiscale dai laureati all’estero.

I programmi specifici di contrasto al “brain drain” italiano non si sono fino ad oggi rivelati del tutto sufficienti. Per convincere davvero i nostri giovani a restare, dobbiamo offrire loro opportunità: non promesse o ristori ma incentivi, agevolazioni e risorse per crescere e realizzare i propri obiettivi, professionali e personali. Dobbiamo dimostrare ai nostri giovani che possono farcela, che è possibile avviare attività imprenditoriali di successo anche in Italia e al Sud. In questo momento storico in cui si parla tanto di “ripresa”, “ripartenza” e “resilienza” abbiamo davvero bisogno di dare sostegno, supporto e fiducia ai giovani del nostro territorio.