Istat: +500mila occupati in un anno e nuove opportunità per i giovani

Nell’ultimo report del 13 dicembre, l’Istituto di statistica ha registrato nel terzo trimestre 2021 un aumento di 121mila occupati (+0,5%) rispetto al trimestre precedente e un aumento di 505 mila unità (+2,2%) rispetto allo stesso periodo del 2020.

Anche il Pil è in crescita del 2,6% in termini congiunturali e del 3,9% in termini tendenziali. Questi dati confermano che il problema delle imprese italiane è trovare profili professionali e assumere, non licenziare. C’è una narrazione in questo paese secondo cui le imprese vogliono licenziare e chiudere, quando invece stiamo andando bene, stiamo tenendo le nostre quote sui mercati internazionali.

L’Italia tornerà sopra i livelli pre-crisi nei primi mesi del 2022 e il rimbalzo dell’economia dovrebbe proseguire anche il prossimo anno, a un tasso di crescita superiore al 4%. Per sostenere questo trend positivo, ora è necessario che l’azione di Governo, partiti, forze economiche e sociali sia animata da uno spirito di convergenza nazionale. Diversamente, perderemo l’occasione di sfruttare la congiuntura positiva, le risorse del Pnrr e la spinta che esso offre a sciogliere i nodi strutturali del Paese, cioè bassa crescita e produttività stagnante, innalzando la qualità delle politiche pubbliche.

In quest’ottica, bisognerebbe parlare e trovare delle soluzioni comuni per le criticità che vediamo all’orizzonte e che potrebbero rallentare il trend positivo del prossimo anno: a cominciare dal problema del caro prezzi per le materie prime e le forniture energetiche.