Competenze e innovazione: le “chiavi” per la ripartenza

Investire sull’innovazione dei processi e sull’acquisizione di nuove skills digitale è fondamentale per sostenere la ripartenza del Sistema Paese

La “lente” migliore per guardare al futuro è l’innovazione, intesa a 360 gradi come novità, cambiamento, trasformazione. Per noi imprenditori, l’innovazione è ciò che spinge a migliorare giorno dopo giorno, creando valore aggiunto per i nostri prodotti o servizi. Non è “solo” una questione di macchinari o tecnologie: è innanzitutto una forma mentis, una vera e propria filosofia di vita e di lavoro che dobbiamo diffondere e coltivare in maniera trasversale.

L’innovazione è una questione di cultura, formazione e istruzione. Purtroppo, però, la scuola e le Università italiane di oggi non sono in grado di offrire ai nostri giovani una preparazione adeguata rispetto a queste tematiche. Questo problema è ben noto a qualunque imprenditore che, negli ultimi anni, abbia avviato la ricerca di personale per la propria azienda. Molti giovani che oggi escono dalle scuole e dalle Università italiane (anche con ottimi voti) non hanno purtroppo le competenze e i requisiti richiesti dalle aziende.  Il mismatch tra Scuola e Lavoro è profondo e durante la pandemia è cresciuto in maniera drammatica: secondo gli ultimi dati del sistema Excelsior di Unioncamere, oggi, quattro aziende italiane su 10 non riescono a trovare i profili che cercano. Questo gap costa tra il 6 e il 10% del Pil nazionale e incide profondamente sulla competitività delle aziende che non riescono a cogliere le opportunità del mercato.  

In un momento storico in cui si parla tanto di “ripresa” e “resilienza” non possiamo permetterci performances così negative. Dobbiamo dare ai nostri studenti gli strumenti giusti per entrare subito nel mondo del lavoro con professionalità e competenze. È necessario costruire partnership stabili tra scuole e imprese, e garantire agli ITS sostenibilità economica e dialogo con le università per recuperare potenziali drop-out. Ne siamo convinti, perché chi esce da un ITS ha un tasso di occupazione, dopo 1 anno, di circa l’83%. L’obiettivo è raggiungere queste percentuali anche in uscita dalle Università e dai percorsi di studio altamente qualificanti.  

In particolare, la digitalizzazione e le innovazioni di processo sono elementi imprescindibili per il successo di ogni azienda. In Bioplast ci stiamo impegnando per fare rete con le università e gli enti di ricerca, aiutare le startup e le PMI innovative della provincia di Salerno e sostenere la nascita di nuove attività avviate da giovani imprenditori e startuppers.