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Avviso ad evidenza pubblica per l’affidamento di attività di ricerca e sviluppo

Bioplast è alla ricerca di un ente/azienda/professionisti per l’affidamento di attività di ricerca e sviluppo nell’ambito del progetto BIOLINE, “BIOpolimeri modificati per la realizzazione di una LINEa di innovativi prodotti”

L’azienda ricerca un consulente tecnico per la valutazione e assistenza all’attività del PROGETTO BIOLINE “BIOpolimeri modificati per la realizzazione di una LINEa di innovativi prodotti” per la realizzazione di lotti preindustriali di paperbag compostabili e di bio-derivazione ( carta- bio polimeri ) con proprietà barriera ai grassi, ossigeno e vapore d’acqua, per l’imballaggio nel settore pet-food. Ai sensi del Decreto Direttoriale n. 1735 del 13 luglio 2017, CUP B32C20000170005 COR 2827504- codice identificativo ARS01_01032. A valere sui Fondi PON R&I 2014-2020 e FSC “Avviso per la presentazione di Progetti di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale nelle 12 aree di Specializzazione individuate dal PNR 2015-2020 – Green Chemistry” .

Il progetto riguarderà lo sviluppo di nuovi materiali plastici progettati per la realizzazione di prodotti innovativi, prevalentemente per il settore del packaging, che siano compostabili e caratterizzati da specifiche proprietà funzionali, tra le quali l’elevate proprietà barriera ai gas, al vapor d’acqua e agli oli, la stabilità termica, la compatibilità alimentare, la sicurezza ambientale ed operativa. Tutti le soluzioni di imballaggio in oggetto saranno, dunque, accumunate dall’uso combinato di carta, come materiale prevalente, con materiale plastico, senza con ciò compromettere le caratteristiche di compostabilità/riciclabilità del prodotto finito.

LA RICHIESTA DI OFFERTA E’ RIVOLTA AD AZIENDA DI RICERCA E SVILUPPO SPERIMENTALE NEL CAMPO DI PRODOTTI INNOVATIVI DEL SETTORE DELL’IMBALLAGGIO PET FOOD.

L’oggetto del contratto è la progettazione di un film multistrato da destinare al settore dell’imballaggio del per food per sostituire film compressi accoppiati a maggior impatto ambientale per lo sviluppo di innovativi film plastici biodegradabili e compostabili ad alta barriera che tutelino l’integrità del sapore, di aroma e nutrizionale del prodotto non solo su scala pilota, ma anche a livello industriale e la sperimentazione di barriere altamente performanti anche su strutture complesse multistrato. L’ente/azienda dovrà rispettare le seguenti condizioni indicate nel bando.

Clicca qui per scaricare il bando BIOLINE

Clicca qui per scaricare il capitolato Tecnico BIOLINE

Per qualsiasi chiarimento o informazione utilizzare l’e-mail : amministrazione@bioplast.it.

 

 

 

Bioplast partecipa al progetto BIOLINE

BIOLINE, BIOpolimeri modificati per la realizzazione di una LINEa di innovativi prodotti (ARS01_01032), si propone di sviluppare nuovi materiali plastici progettati per la realizzazione di prodotti innovativi, prevalentemente per il settore del packaging, che siano compostabili e caratterizzati da specifiche proprietà funzionali, tra le quali l’elevata proprietà barriera. Le soluzioni studiate saranno, accumunate dall’uso combinato di carta, come materiale prevalente, e materiale plastico, senza che ciò comprometta le caratteristiche di compostabilità/riciclabilità del prodotto finito.

Finalità

Il progetto ha la finalità di dimostrare la multi-valorizzazione di materiali plastici di bio-derivazione e compostabili, per la realizzazione di imballaggi ad elevato contenuto innovativo e ridotto impatto ambientale. Il progetto mira a dimostrare la valenza tecnica e commerciale dei processi tecnologici e dei manufatti sviluppati anche secondo le logiche della multi-valorizzazione dei risultati della ricerca, evidenziando i benefici non solo in termini economici, ma anche sociali ed ambientali con particolare riferimento alla semplificazione della gestione del fine vita dei prodotti ed alla valorizzazione degli scarti.

Risorse finanziarie

Il progetto è finanziato dal PON Ricerca e Innovazione 2014-2020 nell’ambito dell’Asse II – Azione Cluster (II.2), nelle 12 aree di specializzazione, in particolare nell’area di specializzazione “Chimica Verde”. Agevolazione concessa Euro 3.727.150,00 ai seguenti soggetti beneficiari:

• Antonio Sada & Figli S.p.A.
• Bioplast S.r.l.
• CRdC Tecnologie S.c.a.r.l.
• Sada Packaging S.r.l.
• Sifim S.r.l.
• Università degli Studi Roma Tre

Link sito PON RICERCA: www.ponricerca.gov.it

Marco Gambardella confermato alla presidenza dell’ATIF

In occasione dell’Assemblea svoltasi il 1 luglio a Milano i Soci Atif hanno confermato Marco Gambardella alla Presidenza dell’Associazione per un secondo mandato.

Lo affiancheranno i Vice Presidenti Sante Conselvan (delega ai Rapporti Internazionali) e Massimo Radice (delega al Centro Tecnologico), mentre il Consiglio Direttivo vede il nuovo ingresso di Pierluigi Gava (Cartotecnica Postumia), Ira Nicoletti (Diaven) e Silvano Tamai (tesa) accanto ai Consiglieri riconfermati: Enrico Albani (Simonazzi), Andrea Dallavalle (K&B), Adolfo Tommasi (Ditom), Andrea Vergnano (Digitalflex) e Zeno Zonato (Grafikontrol). Completa e supporta la squadra il nuovo Collegio dei Probiviri che sarà composto da Bruno Amadio (Tadam), Enzo Consalvo (Inciflex) e Angela Conti (Biessse).

Ringrazio i Soci Atif per la fiducia che hanno voluto riconfermare. Nel corso del mio primo mandato mi sono ritrovato a dovere affrontare una situazione decisamente inaspettata e difficile, ma le aziende della nostra grande comunità hanno dimostrato tutta la loro capacità di resilienza e tenacia”, dichiara Marco Gambardella. “Guardando avanti, per una visione del futuro ottimista e di ripresa potremo portare avanti nuovi progetti a supporto di tutta la filiera. La squadra che mi accompagnerà in questo percorso potrà contare sul contributo di coloro che hanno maturato una grande esperienza di vita associativa e su nuovi ingressi che porteranno ulteriore linfa ai futuri progetti. Sono certo che tutti si impegneranno affinché Atif consolidi ancora di più la sua posizione di riferimento italiano per l’industria flessografica”. Al termine della parte pubblica dell’Assemblea sono stati consegnati trofei ed attestati

alle aziende italiane vincitrici degli Fta Europe Diamond Awards: Eurolabel, Grafiche Pradella, Sacchettificio Corazza, Niederwieser, Sititalia, Toppazzini, Carta Stampa, F.lli Magro e Cartotecnica Postumia.

Gli strumenti di finanza alternativa per le imprese

Di finanza alternativa si parla fin dal 2008 ma – spesso – manca una conoscenza approfondita dell’argomento. Non tutti sanno, ad esempio, quali sono i canali più efficaci o le opportunità a disposizione delle aziende, soprattutto se si tratta di PMI ed imprese ad alto tasso di innovazione.

In un anno terribile come il 2020 la finanza alternativa ha continuato a supportare le Pmi con flussi di denaro che sfiorano i 2,7 miliardi di euro. Chi ne ha beneficiato maggiormente sono le imprese più piccole e più giovani. Proprio i giovani imprenditori hanno mostrato negli ultimi mesi una sempre più spiccata propensione ad avvicinarsi a canali diversi rispetto a quelli tradizionali: dai minibond al crowdfunding – ovvero la raccolta di capitali su portali Internet nelle varie forme (reward, lending, equity) – fino allo smobilizzo di fatture commerciali su piattaforme web e al direct lending.

Per dare un pò di numeri, sono 547 le aziende italiane che hanno provato a raccogliere capitale di rischio sulle piattaforme Internet autorizzate fino al 30 giugno 2020, assicurandosi attraverso 402 campagne chiuse con successo un funding pari a 158,86 milioni. Si tratta in gran parte di startup innovative, ma sono arrivate anche altre PMI con le operazioni in ambito real estate. Negli ultimi 12 mesi osservati la raccolta è stata pari a 76,6 milioni, con un incremento del 56% rispetto al 2019. Sempre nel 2020, le piattaforme di lending hanno erogato a titolo di prestito alle PMI italiane 339 milioni di euro: si tratta del comparto con il tasso di crescita relativo maggiore. Completa il quadro il reward-based crowdfunding, vale a dire le campagne di piccolo importo (condotte soprattutto su portali USA come Kickstarter e Indiegogo) per raccogliere finanziamenti e denaro offrendo in cambio prodotti e ricompense non monetarie. Nel 2020, le PMI italiane hanno raccolto in questo modo circa 1,2 milioni di euro.

In tutti questi settori, le prospettive per il futuro sono positive – anche in virtù del nuovo Regolamento europeo (appena adottato) che consentirà alle piattaforme fintech di operare su base transfrontaliera. La finanza alternativa è uno dei comparti che sta crescendo di più nel nostro Paese ed è uno dei pochi settori dove l’Italia regge dignitosamente il confronto con gli altri stati in Europa. Le regioni di questo “incremento” del flusso delle richieste da parte delle PMI sono molteplici. Sicuramente, la crisi Covid-19 ha favorito il ricorso agli strumenti di finanza alternativa sia per la percezione di un maggiore rischio di insolvenza dei debitori sia per la necessità di liquidità immediata.

Oltre a questi “fattori strutturali”, però, c’è stato anche un cambiamento “culturale” nel modo di intendere l’impresa e l’imprenditoria. La pandemia e i lockdown hanno favorito la consapevolezza della precarietà del business, facendo vacillare certezze che prima consideravamo granitiche. In mezzo a mille difficoltà, gli imprenditori hanno capito che affidarsi solo alle banche è una scelta limitata e – a lungo andare – molto difficile da sostenere. I giovani imprenditori sono stati i primi ad accorgersi di questa trasformazione e a cercare soluzioni alternative. Dove? Innanzitutto nella digitalizzazione, nelle nuove tecnologie e nelle infinite opportunità offerte dalla rivoluzione 4.0. Proprio l’incontro tra finanza e nuove tecnologie – un connubio che è alla base della finanza sostenibile – aumenterà la capacità degli imprenditori nel riconoscere le esigenze della propria azienda, nel conoscere e saper distinguere le diverse soluzioni disponibili, nel saper maneggiare diversi strumenti interagendo con differenti tipologie di soggetti. Tutto questo potrà fare la differenza per il futuro di molte aziende, rendendo sempre più la finanza una potente leva a supporto del business.

Bioplast ottiene la certificazione Aticelca® 501 per la sostenibilità

Bioplast ha ottenuto la certificazione Aticelca ® 501 per i suoi prodotti in carta/film con finestra trasparente e può dichiarare la loro riciclabilità con il marchio RICICLABILE CON LA CARTA

L’azienda Bioplast da sempre orienta lo sviluppo del tuo packaging in un’ottica di eco-design e di economia circolare, pertanto ha intrapreso un percorso di certificazione dei prodotti in carta con l’obiettivo di fornire ai propri clienti informazioni certe e supportate da un metodo scientifico sulla loro riciclabilità. Ha ottenuto, così, la certificazione dei suoi prodotti in carta/film con finestra trasparente e può quindi dichiarare la loro riciclabilità ai suoi clienti con il marchio RICICLABILE CON LA CARTA – Aticelca ® 501.

Per orientare il design dei propri prodotti in ottica sempre più ecosostenibile e per garantirne la riciclabilità, la Bioplast non si è fermata solo ad ottenere un esito positivo della prova di laboratorio, ma ha migliorato ulteriormente le composizioni dei suoi prodotti per diminuire il loro impatto ambientale. Proprio per questo ha adottato il Metodo ATICELCA®501 che attraverso un’analisi che simula in laboratorio le condizioni in cui la carta viene riciclata nelle cartiere, consente di misurare il livello di riciclabilità di qualsiasi prodotto in carta, anche stampato o accoppiato con plastica o biopolimero.

Aticelca, fondata nel 1967, è l’associazione che riunisce tecnici ed esperti che operano nell’industria cartaria, è il braccio tecnico di Assocarta e coopera attivamente anche con altre organizzazioni tecniche italiane ed estere. Il sistema Aticelca 501/19 è una metodica di valutazione in grado di determinare il livello di riciclabilità di materiali e prodotti a prevalenza cellulosica (carta e cartone). Il risultato della valutazione viene riassunto da un indice espresso dalle lettere A+,A,B e C, essendo A+ il livello di più altra riciclabilità e consente di comunicare al consumatore la riciclabilità degli imballaggi sulla base di una prova certa e documentata con il marchio e la dicitura RICICLABILE CON LA CARTA – Aticelca ® 501

Bioplast è autorizzata all’utilizzo dei marchi sopra riportati per gli specifici prodotti e sta continuando a sviluppare altri prodotti riciclabili in carta per rispondere alle diverse applicazioni richieste dal mercato del packaging.

Contattaci per avere maggiori informazioni!

 

Marco Gambardella al VG21: “Da Plastic Free a Plastic Good”

Il direttore vendite Bioplast Marco Gambardella ha partecipato al VG 21 di martedì 8 giugno 2021 per parlare della recente e discussa normativa sulla plastica monouso.

Il tema della plastica non si può affrontare in modo ideologico. Lo slogan “Plastic Free” non mi ha mai convinto. Io ed i miei colleghi preferiamo lavorare per Plastic good, la plastica buona nell’interesse della collettività, delle aziende, della Terra. La plastica è un materiale molto importante prezioso. E’ l’uso sbagliato che ne facciamo a determinare i problemi per l’ambiente e la qualità della vita.

Voglio ricordare a me stesso ed a tutti noi quanto il Covid-19 ( la nostra filiera non si è mai fermata) abbia riportato al centro dell’attenzione generale la sicurezza e l’igiene degli imballaggi e di tutti i prodotti in genere. Basti pensare alla moltiplicazione degli involucri monouso in ogni ambito delle attività commerciali, ristorative, del tempo libero. E’ stato grazie al bicchiere monouso ed alla confezione monouso se abbiamo potuto gustare caffè e cornetto al bar nei momenti più drammatici della pandemia. E’ stato grazie alle confezioni monouso se farmaci, vaccini, dpi sono stati regolarmente forniti alle aziende, agli ospedali, a ciascuno di noi

 Questa direttiva riteniamo non sia uno strumento del tutto efficace per la realizzazione dell’economia circolare e per una reale transizione ecologica. Il provvedimento finisce per determinare un danno molto rilevante specialmente per la Campania e l’Emilia Romagna dove si concentrano le principali aziende della filiera. In assenza di un’evoluzione normativa saremo costretti a tagli tanto negli investimenti per la ricerca quanto nell’occupazione.

Tutte le aziende della filiera da anni sono impegnate nelle riduzione dei fattori inquinanti collegati alla plastica. Abbiamo investito in materiali ecosostenibili, in ricerca su nuove tipologie d’imballaggio meno impattanti, su lavorazioni ed emissioni zero. Un impegno economico, di risorse umane e professionali in sinergia con Università e Centri di Ricerca. La direttiva privilegia l’abolizione, il divieto. Crediamo sia piuttosto necessario puntare sull’innovazione e la realizzazione di una vera economia circolare che riduca l’abbandono della plastica dopo l’uso.

Siamo pronti , in ogni caso, la nostra parte per favorire l’innovazione. I fondi del PNRR sono una preziosa occasione per far compiere alla nostra industria un passo in avanti in termini di sostenibilità. Imballaggi belli, funzionali, ecologici sono un plus per le aziende del made in Italy d’eccellenza: enogastronomico, manifatturiero di qualità, sanitario.

Susy Gambardella a 8 Channel

Lunedì 7 e mercoledì 9 giugno 2021, il responsabile finanziario Bioplast Susy Gambardella parteciperà ad un’intervista su 8 Channel (canale 13 del digitale terrestre) alle ore 13.30

 

Come nasce la responsabilità sociale della famiglia Gambardella e della Bioplast?
Siamo un’azienda ed una famiglia che amano profondamente la nostra terra. Fin dalla fondazione mio padre Gerardo è stato sempre attento a sviluppare un solido legame con il territorio ritenendo che tutti debbano dare un contributo alla crescita economica ed al miglioramento delle condizioni e dei servizi sociali
Perchè  aiutare il Reparto di Neonatologia dell’Ospedale Umberto I di Nocera?
Siamo rimasti profondamente colpiti dallo straordinario  che il primario Ignazio Franzese e tutto il suo staff compiono ogni giorno al servizio dei nostri bambini e delle nostre famiglie. Il reparto è un’eccellenza per trattamenti medici e per umanità nel rapporto con i piccoli pazienti ed i loro familiari. E’ stato bellissimo dare il nostro contributo per migliorare ulteriormente le prestazioni offerte: prevenzione, diagnosi, cura delle malattie. Aiutare i bambini a crescere bene oggi, migliorerà domani la vita della nostra comunità.
In che modo l’impegno solidale è coerente anche con la vostra mission aziendale?
Bioplast è un’azienda leader nella produzione di imballaggi e packaging. Siamo molto attenti alla selezione dei materiali, all’organizzazione sicura della lavorazione, alla ricerca, alla sostenibilità ambientale dei prodotti. Uno dei nostri slogan preferiti  è “Proteggiamo ciò che ami”. E cosa c’è di più importante che proteggere la vita nascente in ospedale e l’ambiente che custodiamo per le nuove generazioni? Siamo felici ed orgogliosi di costruire insieme un pezzo di futuro migliorare per la nostra terra e la nostra gente

Marco Gambardella: “Dobbiamo dare supporto e fiducia ai giovani del nostro territorio”

Il direttore vendite Marco Gambardella ha partecipato al webinar “ON, accendi la tua voglia di impresa” (13 maggio) dedicato ai giovani che vogliono avviare un’attività imprenditoriale.

Durante l’intervento in Parlamento per presentare il testo del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (27 Aprile 2021), il Premier Mario Draghi ha indicato alcune priorità assolute e trasversali in tutte le componenti del PNRR”. Si tratta di obiettivi strategici a lungo termine, milestones che per Draghi è essenziale raggiungere quanto prima per sostenere la ripartenza e la crescita del nostro Paese. 

Tra le priorità indicate da Draghi, quella a mio avviso più importante è “l’accrescimento delle competenze, della capacità e delle prospettive occupazionali dei giovani”. Lo stesso Draghi ha definito questi obiettivi una priorità assoluta per l’Italia, insieme all’empowerment femminile. L’istruzione e l’investimento sui giovani possono essere davvero un settore essenziale, un vero e proprio volano per la crescita dell’intero Sistema Paese. Quando si parla di giovani, è necessario che la visione a lungo termine si sposi con l’azione immediata per produrre risultati concreti e sostenibili. Questo incontro è stato organizzato proprio per questo: dare risposte concrete e “operative” ai giovani imprenditori, presentando le misure che sono subito disponibili per chi intende mettersi in proprio e avviare una nuova attività. INVITALIA ha stanziato numerosi fondi nell’ambito del programma “ON” per l’imprenditoria giovanile. Si tratta di agevolazioni che prevedono un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto per progetti d’impresa con spese fino a 3 milioni di euro, che può coprire fino al 90% delle spese totali ammissibili. Nel corso dell’incontro ci sarà anche un focus sulle risorse disponibili per i giovani del Sud Italia. Proprio per il nostro territorio, infatti, questi strumenti possono essere una boccata d’ossigeno decisiva.  

Investire sui giovani, offrire agli Under 40 le opportunità che meritano è per me l’unica strategia efficace per combattere il fenomeno della diaspora giovanile e della fuga dei cervelli. Ogni anno, 84.000 ragazzi e ragazze italiane tra i 25 e i 39 anni emigrano all’estero per trovare un lavoro adeguato e realizzare le proprie ambizioni professionali. Per un Paese con un tasso di natalità molto basso come l’Italia, perdere giovani vuol dire rinunciare al proprio futuro. Ma non solo. Il problema della “diaspora giovanile” ha anche ricadute immediate sulla nostra società. In una recente indagine, Confindustria ha stimato che una famiglia italiana spende in media 165.000 euro per crescere ed educare un figlio fino ai 25 anni. Lo Stato italiano, a sua volta, ne spende quasi 100.000 in scuola e università. A fronte dell’altissimo numero di espatri post laurea o diploma dei giovani italiani, si tratta di una perdita del capitale investito di decine di miliardi di euro di cui beneficiano i paesi di destinazione dei nostri emigrati. In termini di mancate entrate fiscali, invece, l’ISTAT stima che lo Stato italiano perde più di 25 miliardi di euro di mancato gettito fiscale dai laureati all’estero.

I programmi specifici di contrasto al “brain drain” italiano non si sono fino ad oggi rivelati del tutto sufficienti. Per convincere davvero i nostri giovani a restare, dobbiamo offrire loro opportunità: non promesse o ristori ma incentivi, agevolazioni e risorse per crescere e realizzare i propri obiettivi, professionali e personali. Dobbiamo dimostrare ai nostri giovani che possono farcela, che è possibile avviare attività imprenditoriali di successo anche in Italia e al Sud. In questo momento storico in cui si parla tanto di “ripresa”, “ripartenza” e “resilienza” abbiamo davvero bisogno di dare sostegno, supporto e fiducia ai giovani del nostro territorio. 

Competenze e innovazione: le “chiavi” per la ripartenza

Investire sull’innovazione dei processi e sull’acquisizione di nuove skills digitale è fondamentale per sostenere la ripartenza del Sistema Paese

La “lente” migliore per guardare al futuro è l’innovazione, intesa a 360 gradi come novità, cambiamento, trasformazione. Per noi imprenditori, l’innovazione è ciò che spinge a migliorare giorno dopo giorno, creando valore aggiunto per i nostri prodotti o servizi. Non è “solo” una questione di macchinari o tecnologie: è innanzitutto una forma mentis, una vera e propria filosofia di vita e di lavoro che dobbiamo diffondere e coltivare in maniera trasversale.

L’innovazione è una questione di cultura, formazione e istruzione. Purtroppo, però, la scuola e le Università italiane di oggi non sono in grado di offrire ai nostri giovani una preparazione adeguata rispetto a queste tematiche. Questo problema è ben noto a qualunque imprenditore che, negli ultimi anni, abbia avviato la ricerca di personale per la propria azienda. Molti giovani che oggi escono dalle scuole e dalle Università italiane (anche con ottimi voti) non hanno purtroppo le competenze e i requisiti richiesti dalle aziende.  Il mismatch tra Scuola e Lavoro è profondo e durante la pandemia è cresciuto in maniera drammatica: secondo gli ultimi dati del sistema Excelsior di Unioncamere, oggi, quattro aziende italiane su 10 non riescono a trovare i profili che cercano. Questo gap costa tra il 6 e il 10% del Pil nazionale e incide profondamente sulla competitività delle aziende che non riescono a cogliere le opportunità del mercato.  

In un momento storico in cui si parla tanto di “ripresa” e “resilienza” non possiamo permetterci performances così negative. Dobbiamo dare ai nostri studenti gli strumenti giusti per entrare subito nel mondo del lavoro con professionalità e competenze. È necessario costruire partnership stabili tra scuole e imprese, e garantire agli ITS sostenibilità economica e dialogo con le università per recuperare potenziali drop-out. Ne siamo convinti, perché chi esce da un ITS ha un tasso di occupazione, dopo 1 anno, di circa l’83%. L’obiettivo è raggiungere queste percentuali anche in uscita dalle Università e dai percorsi di studio altamente qualificanti.  

In particolare, la digitalizzazione e le innovazioni di processo sono elementi imprescindibili per il successo di ogni azienda. In Bioplast ci stiamo impegnando per fare rete con le università e gli enti di ricerca, aiutare le startup e le PMI innovative della provincia di Salerno e sostenere la nascita di nuove attività avviate da giovani imprenditori e startuppers. 

Bioplast dona una sonda neonatale al Policlinico Umberto I di Nocera

L’azienda della famiglia Gambardella ha consegnato una sonda che consentirà di svolgere esami ecografici non invasivi sui piccoli pazienti della Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Umberto I di Nocera Inferiore.

Il reparto Terapia Intensiva Neonatale (TIN) del Policlinico Umberto I di Nocera Inferiore si arricchisce di un nuovo importante strumento diagnostico. L’azienda Bioplast della famiglia Gambardella ha infatti donato al nosocomio nocerino una sonda ecografica esterna per neonati. Questo strumento consente di svolgere esami diagnostici non invasivi sui neonati e sui bambini nati prematuramente. In particolare, la sonda donata dai Gambardella è efficace per la diagnosi precoce di malattie e disturbi che possono colpire il cuore, i polmoni, il cervello e le anche dei piccoli pazienti ricoverati nel reparto.

La donazione al Policlinico Umberto I è stata fortemente voluta dalla famiglia Gambardella, proprietaria della Bioplast. Il fondatore Gerardo Gambardella e la figlia Susy – responsabile finanziario dell’azienda – hanno consegnato la sonda nelle mani del dottor. Ignazio Franzese, Dirigente Responsabile del Reparto di Terapia Intensiva Neonatale. Insieme al suo staff, il dottor Franzese potrà utilizzare il macchinario per aiutare i piccoli pazienti ricoverati nel reparto, ottimizzando le procedure diagnostiche e riducendo al minimo lo stress per i neonati e le famiglie.

La donazione della famiglia Gambardella – ha spiegato il dottor Franzese – “aggiunge un importante tassello alla strumentazione diagnostica della TIN. Grazie a questo strumento, riusciremo a svolgere esami ecografici poco invasivi al cervello, alla cavità addominale, ai polmoni e alle anche dei neonati prematuri. La sonda permetterà anche di ridurre il numero delle radiografie, limitando i costi ed evitando di sottoporre i neonati ad esami inutili. E’ un bel passo avanti nel rapporto costo/benefici ma è anche un servizio in più che riusciremo ad offrire al nostro territorio. Ogni anno, abbiamo circa 1600 nuovi nati, quindi per noi è fondamentale ottimizzare le risorse che abbiamo a disposizione”.

Per Susy Gambardella, questa donazione è importante soprattutto in un’ottica di medicina del territorio. “Come famiglia e come azienda, siamo sempre stati molto attenti alle esigenze del territorio che ci circonda. Per questo, abbiamo deciso di aiutare le famiglie in uno dei momenti più delicati: quello della nascita di un figlio o di una figlia. Lo slogan di Bioplast è «proteggiamo ciò che ami». Sono convinta che se riusciamo a proteggere i bambini appena nascono, loro diventeranno il motore più forte per lo sviluppo sociale, economico e culturale del nostro territorio”.